Crush, LifeStyle

Inspiration: Audrey Kathleen Hepburn

Quanti di voi leggendo questo nome non hanno subito pensato a lei come attrice e fashion icon? Audrey non era soltanto questo ma anche molto di più. Per questo tutt’oggi rimane uno dei capisaldi della storia e del cinema e uno di quei miti da cui non si può far altro che prendere ispirazione.

Audrey Hepburn per me è questo e anche di più da quando qualche anno fa ho visto per la prima volta un suo film: ‘’Colazione da Tiffany‘’ uno dei suoi film più famosi che le ha attribuito la fama anche nel mondo della moda, riconoscendola come vera e proprio icona di stile. La classe e l’eleganza innata che possedeva erano solo i suoi tratti più visibili, ma non di certo gli unici.

Da quanto raccontano persone che l’hanno realmente conosciuta o da quanto riusciamo a comprendere dal suo vissuto, ebbe una vita intensa, difficile e non comune. Una vita che non tutti sarebbero riusciti a condurre con la sua caparbietà e la sua discrezione.

PicsArt

E’ e deve essere un esempio per tutti perché la stessa persona che è in grado di svolgere ruoli del calibro di Holly Golightly in Colazione da Tiffany, parte già rifiutata dalla Monroe, con estrema naturalezza e anche qui eleganza, nonostante questo personaggio si allontanasse dalla sua vera natura riservata, è anche una ragazza che ballava negli spettacoli clandestini in Olanda per finanziare la Resistenza al Fascismo, e ancora la stessa persona che diventata ambasciatrice dell’UNICEF, ha dedicato i suoi ultimi anni di vita alla causa umanitaria e ai bambini per i quali, dopo 10 anni di allontanamento dallo schermo, fece per l’ultima volta ritorno per sensibilizzare anche il resto del mondo a questa piaga.

Comprensivo, a questo punto, che l’appellativo di icona di stile che le fu cucito addosso tuttavia non era riconosciuto dalla Hepburn stessa, che spesso si sottovalutava e non si vide mai come una diva di Hollywood. Tutti i successi ottenuti nella sua vita oltre al suo carattere, furono possibili anche perché non era la tipica ragazza simbolo americana, prosperosa e sensuale, i suoi tratti europei, il suo sorriso, la genuinità e l’evanescenza del suo recitare non facevano che metterla in luce e così risplendeva nella sua semplicità. Vinse un Oscar giovanissima per ‘’Vacanze Romane’’ che la rese subito molto famosa; da lì la sua carriera fu una vera e propria ascesa, con alcuni ritorni al teatro, che la mise in luce per la prima volta nel ruolo di Gigi. La danza, la sua passione originaria, continuò comunque ad avere un posto prediletto nel suo cuore per tutta la vita.

Parlando del suo stile, è impossibile non citare Hubert de Givenchy, il quale fece dei suoi tratti e della sua semplicità il linguaggio perfetto per vestire i suoi capi dalle linee pulite ma molto definite. Così questo binomio Givenchy-Hepburn sfornò abiti del calibro del tubino nero in apertura di ”Colazione da Tiffany”, praticamente un must che ancora oggi, ad anni di distanza non solo è ricordato con piacere da moltissime persone, ma è imitato e rivisitato in mille modi diversi in tutto il mondo.

Probabilmente mi sto dilungando troppo, ma era inevitabile. L’unico rimpianto che provo nel vedere le sue foto, i suoi film, nel visitare le mostre dedicate in suo onore (l’ultima un paio di anni fa all’Ara Pacis di Roma) è che non ho avuto e non avrò mai la possibilità di incontrare un personaggio del suo spessore, una donna che è stata in grado di vincere in tutto e soprattutto di rialzarsi e reagire anche quando non stava vincendo.

large-4

Spero che la sua vita piena, anche se non così tanto lunga, possa averle regalato tante soddisfazioni e la consapevolezza che ciò che aveva fatto nella sua esistenza sarebbe rimasto impresso ‘’Always’’ per sempre, proprio come il titolo del suo ultimo film. Parole di un’appassionata di moda, un’appassionata del suo stile, ma parole condivisibili da tutti coloro che abbiano avuto la fortuna per lo meno di guardare per un attimo i suoi occhi, che come spesso succede, raccontavano un po’ tutto senza in realtà voler svelare niente. Un po’ come faceva lei. Mi piace pensare che in un universo parallelo lei possa leggere queste parole, quindi concludo ringraziandola, d’altronde come potrei fare altrimenti? La mia passione per la moda, il buon gusto e l’eleganza sono un bel po’ merito suo e so per certo che posso ritrovarne a grande quantità ogni qualvolta decido di prendere spunto da lei.