Fashion, Trends

La moda incontra il green: i nuovi ambiziosi targets by H&M

Il mondo green è ormai, quotidianamente, al centro dell’attenzione mondiale.

Anche per questo, è motivo di non pochi dibattiti.

Se la linea sottilissima che lo unisce al nostro quotidiano si sta espandendo sempre di più, così come una più diffusa consapevolezza a riguardo, allo stesso tempo,

oggigiorno, è ancora difficile nel mondo del fashion trovare un’azienda che produca capi clean & eco-friendly al 100% .

La maggior parte dei brands infatti, riguardo l’impegno per un fashion system più green, fino ad oggi si è concentrata principalmente sull’utilizzo di coloranti non tossici e sul riciclo di vestiti indesiderati, avvalendosi anche di alcune campagne pubblicitarie legate alle tematiche.

Ma questo ormai non basta più. Nell’era della rivoluzione del fast-fashion infatti, l’asticella si alza e l’impegno richiesto ai brands è sempre maggiore.

H&M e i suoi ambiziosi nuovi targets green per un mondo più ecosostenibile

A raccogliere questo impegno, da quest’anno i brands sono tantissimi, ad esempio Gucci , che ha aderito alla “Full Free Alliance” e dal 2018 dirà addio alle pelliccie, e soprattutto H&M che è in prima linea con degli obiettivi super eco-friendly da voler a tutti costi imitare!

Il magazzino più famoso al mondo che produce, incessantemente, nuovi capi ogni giorno, è da sempre leader nel riciclaggio e pochi mesi fa ha rilasciato i suoi nuovi super green targets.

Questi ultimi, da raggiungere entro il 2030, comprendono l’utilizzo al 100% di materiali riciclati, il totale passaggio a fonti di energia rinnovabile e la raccolta di 25.000 tonnellate di tessuto indesiderato ogni anno.

Ad oggi, H&M è il più grande consumatore di cotone certificato e il 43% del totale di cotone utilizzato proviene da risorse ecosostenibili. Per il 2020 l’azienda si impegna ad utilizzare soltanto risorse di questo tipo.

Sarà possibile per il brand raggiungere questi targets ecosostenibili e fungere da pioniere per le altre aziende? Ci auguriamo di sì, perché la preoccupazione e la necessità di un mondo più green sono sempre più in crescita, in seguito ai disastri climatici ai quali giornalmente assistiamo.